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Qi Gong Marziale: La sequenza di Da Mo

damo Il Wai Dan è il cosiddetto Qi Gong esterno o marziale. Si presta ottimamente al potenziamento energetico, funzionale sia al combattimento, che al rafforzamento di muscoli, tendini, ossa e legamenti. Il funzionamento del Qi Gong Wai Dan si basa essenzialmente sulla coordinazione tra respiro e contrazioni muscolari. Il Qi Gong di Da Mo, specialmente nella sequenza dei pugni, è un interessante e potente strumento per il rafforzamento fisico. Una prima fase del lavoro è preparativa: mantenendo delle posizioni statiche, si associano all’inspirazione un rilassamento sia muscolare che mentale, mentre all’espirazione una contrazione isometrica massimale delle braccia, registrando mentalmente tutte le sensazioni provenienti dai muscoli coinvolti nel lavoro (percorso neurale afferente). Nella fase successiva, si assumeranno 12 diverse posizioni statiche, ma, durante la fase di espirazione, si immaginerà di contrarre le braccia (percorso neurale efferente), grazie alle sensazioni di contrazione memorizzate negli esercizi preliminari. Il numero delle ripetizioni di atti respiratori è a scelta del praticante e funzionale all’obiettivo preposto. La fase centrale del lavoro, quella in cui si immagina di contrarre i muscoli senza realmente farlo, restituisce le medesime sensazioni di effettiva contrazione. Il forte condizionamento neurale dovuto all’immaginazione fortifica le strutture anatomo funzionali come un lavoro effettivamente svolto. Il meccanismo che viene attivato è lo stesso determinato dal sogno sul nostro stato fisico. In effetti, quando sognamo di correre o muoverci intensamente, pur rimanendo fermi (o quasi) nel letto, ci risvegliamo con il battito cardiaco aumentato, il respiro affannato e magari anche stanchi e sudati. Un esempio chiarissimo di come l’attività cerebrale ed il pensiero non fanno differenza tra azioni svolte a livello fisico, oppure semplicemente immaginate.

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Qin Na Camp 2014

Foto di gruppo

Foto di gruppo

L’Anno Accademico 2013/2014 della Qin Na Academy si è ufficialmente chiuso con il Qin Na Camp, che si è tenuto nella splendida cornice del casale della Nocerqua (Capranica, Viterbo) dal 12 al 15 Giugno scorso. Il Qin Na Camp è l’appuntamento annuale di allievi ed insegnanti per studiare il Qin Na e praticarlo su tutte le distanze di combattimento (Evolution Qin Na) e per integrare ad esso un rigoroso piano di preparazione fisica funzionale (Functional Training Condictioning). Taijiquan e combattimento reale sulla base del JKD e del Kali filippino completano la programmazione tecnica. Riveste un’ importanza fondamentale un profondo percorso di formazione e crescita personale, strutturato sui più avanzati protocolli di Coaching che affianca, integra e potenzia il programma tecnico. Mira, inoltre, all’evoluzione della persona e all’autoconoscenza, al lavoro di gruppo e al superamento degli stati psicofisiologici non funzionali, legati alle paure e ai blocchi emozionali. Il Qin Na Camp offre ai partecipanti un’opportunità di crescita tecnica ed umana irripetibile e accredita il numero delle ore di pratica nel conteggio di quelle necessarie al conseguimento della Cintura Nera in Evolution Qin Na, riconosciuta dallo CSEN. Simpatia e condivisione rendono, inoltre, questa esperienza ulteriormente speciale. La docenza nel Qin Na Camp è a cura di Stefano Roccatano (organizzazione e direzione tecnico-didattica), Piercarlo Romeo (protocolli di lavoro sulla crescita personale), Marco Roccatano (JKD, Kali).

Meccanica articolare nel Qin Na

Leva scapolare

Leva scapolare

L’insieme delle articolazioni del corpo umano costituisce un complesso sistema meccanico, nel quale un movimento in una particolare zona anatomica ne genera necessariamente altri. Il Qin Na trae da questa caratteristica l’efficacia nella sua applicazione. Le giunture articolari, quindi, determinano delle associazioni di movimento, in quanto le articolazioni generano a coppia il meccanismo della leva. Applicando una forza ad un’articolazione in una certa direzione, si ottiene il movimento reattivo. Tale forza, se applicata con il vettore e l’intensità funzionali alla leva, costringe l’osso contiguo a muoversi, in reazione al movimento del primo. Con lo stesso principio, si spiega la reazione di bloccaggio, ovvero l’effetto che si ha torcendo un’articolazione, finchè essa non si blocca. Ciò causa il blocco dell’osso contiguo all’articolazione interessata, determinando una reazione a catena di blocco sull’osso a sua volta successivo; e così, via via, finchè tutto lo scheletro viene bloccato, impedendo il movimento al corpo intero. Il blocco di una sola articolazione, per quanto doloroso, può essere utile in ambito sportivo. Nel combattimento reale, dove le condizioni psicolofisiologiche dell’avversario possono essere notevolmente alterate dalla forte presenza delle catecolamine nel flusso ematico (adrenalina, noradrenalina), il dolore può essere sopportato maggiormente e la tecnica potrebbe non essere sufficiente ad avere la meglio. Una tecnica Qin Na che, invece, determini il blocco dell’intero corpo dell’avversario grazie alla reazione di bloccaggio, può causarne la sottomissione anche qualora la sua soglia del dolore sia alterata.

Qin Na: l’Arte totale.

tao montaggio scrittaOgni stile marziale è riconoscibile per determinate caratteristiche: le movenze, un certo tipo di esplosività nella tecnica, l’imitazione di animali, l’altezza del centro di massa negli spostamenti, la velocità di esecuzione del gesto. Sono molti, quindi, gli elementi che, anche dall’esterno, ci parlano di un’ Arte Marziale. Eppure esiste un sistema che non ha un’espressione estetica particolarmente esplicita e che si adatta a tutte le circostanze di  combattimento. E’ pura biomeccanica applicata allo scontro: è il Qin Na. I due ideogrammi (Qin e Na) significano Afferra e Controlla, ma raccontano in minima parte l’efficacia e l’enorme capitale tecnico e cognitivo racchiusi in quest’arte. Il QIn Na basa il suo funzionamento sull’applicazione di leve e chiavi articolari. La sua vera potenza è quella di essere un sistema totalmente aperto e versatile, perchè innesta la meccanica delle leve in ogni contesto tecnico, adattandosi a tutte le distanze di combattimento. La libertà rispetto a qualunque canone stilistico ed estetico lo rende così estremamente versatile. La finalità del Qin Na è quella di rendere inoffensivo l’avversario con chiavi e leve articolari, grazie al blocco delle capacità motorie. Ciò si ottiene grazie alle reazioni di bloccaggio: si blocca un’articolazione e, per reazione a catena, tutte le altre vengono inabilitate al movimento. E’ chiaro che un combattimento avviene nelle modalità più imprevedibili: calci, pugni, proiezioni e l’uso, in contesti non regolamentati come la strada, di armi improprie. Il Qin Na non si vede, finchè non appare. E lo fa come un fulmine a ciel sereno, innestandosi con le leve, ma realizzandosi, comunque, attraverso qualunque altra tecnica. Per far sì che l’avversario presti il proprio corpo al bloccaggio della leva è necessario metterlo nella condizione di offrirlo, attraverso percosse o altre tecniche utili a tal fine.

Il Qin Na funziona solo se la sua meccanica è perfettamente eseguita e nel combattimento libero esso deve essere innestato su un corpo (di una persona ostile) in movimento. Questo, come tale, comporta un continuo mutamento delle condizioni sistemiche sulle quali la leva o la chiave devono inserirsi. Per questo è necessario studiare dapprima la biomeccanica delle leve su persone collaborative, per poi passare ad un lavoro dove chi subisce si oppone all’esecuzuione tecnica: condizione questa imprescindibile per capire come gli innesti vadano adoperati per creare le basi di un Qin Na efficace.

La possibilità di realizzare un Qin Na in qualunque condizione di scontro lo rende un sistema molto versatile, ma anche uno strumento di forte crescita umana di chi lo pratica, perchè abitua la mente alla libertà ed alla capacità di adattamento nel combattimento come nella vita. Sarà il praticante, quindi a sviluppare il suo Qin Na; una volta compresa la meccanica della leva la saprà adoperare comunque e sarà quindi la tecnica ad essere cucita intorno all’Uomo: mai viceversa. Il Qin Na si avvale anche della digitopressione che viene

Qin Na

Qin Na

adoperata per rendere ancora più potenti le tecniche di leva e per aggravare la sensazione di terrore generata in chi la subisce. Alla base di ciò, c’è tutto l’enorme bagaglio tecnico che viene dalle Arti Energetiche terapeutiche, come il Tui Na e L’Agopuntura, con la differenza che, nel caso del Qin Na, i meridiani si attaccano e non si curano.

Arte interna (digitopressione), esterna (leve articolari), innesti per ogni distanza di combattimento: ecco la totalità del Qin Na. Un sistema che racconta molto di come siamo fatti e di come il corpo reagisce. Un’Arte invisibile, finchè non esplode.