Archivi tag: Biomeccanica

Master ” Linee guida nell’allenamento sportivo marziale” 19 Settembre 2015

MASTER_page_1Il Master ha l’obiettivo di creare un piano di studi da approfondire in singoli Master specialistici e studi bibliografici. Come si evince dal programma, verrà data molta importanza al concetto di “Preventiva”, ovvero l’insieme di cognizioni di biomeccanica, fisiologia e chinesiologia che consentono, in qualunque disciplina si pratichi o si insegni, di attuare esercizi che non rechino danno al praticante. Altro punto focale, saranno le ultime rilevazioni scientifiche sulla “macchina uomo”, che negli ultimi 10 anni hanno spinto gli insegnanti più coscienziosi ad adeguare i propri protocolli di allenamento in vista del massimo rendimento della prestazione tecnico-condizionale, a fronte del minor consumo energetico. Verranno, inoltre, discusse le tecniche di trasmissione della conoscenza, completamente riviste nell’ultimo decennio (il 90% del 10% del cervello che conosciamo è stato scoperto negli ultimi 15 anni). Nell’ultima parte della giornata, si darà spazio alla pratica, per attuare i concetti discussi durante la sessione teorica.

Il Master si terrà presso l’ A.S.D. Sinergy Sport, Viale Roma 238 -Guidonia RM, sotto la docenza del Maestro Stefano Roccatano, con l’assistenza degli Allenatori Alessio Andriolo e Maurizio Cianfanelli

Annunci

Qin Na: l’Arte totale.

tao montaggio scrittaOgni stile marziale è riconoscibile per determinate caratteristiche: le movenze, un certo tipo di esplosività nella tecnica, l’imitazione di animali, l’altezza del centro di massa negli spostamenti, la velocità di esecuzione del gesto. Sono molti, quindi, gli elementi che, anche dall’esterno, ci parlano di un’ Arte Marziale. Eppure esiste un sistema che non ha un’espressione estetica particolarmente esplicita e che si adatta a tutte le circostanze di  combattimento. E’ pura biomeccanica applicata allo scontro: è il Qin Na. I due ideogrammi (Qin e Na) significano Afferra e Controlla, ma raccontano in minima parte l’efficacia e l’enorme capitale tecnico e cognitivo racchiusi in quest’arte. Il QIn Na basa il suo funzionamento sull’applicazione di leve e chiavi articolari. La sua vera potenza è quella di essere un sistema totalmente aperto e versatile, perchè innesta la meccanica delle leve in ogni contesto tecnico, adattandosi a tutte le distanze di combattimento. La libertà rispetto a qualunque canone stilistico ed estetico lo rende così estremamente versatile. La finalità del Qin Na è quella di rendere inoffensivo l’avversario con chiavi e leve articolari, grazie al blocco delle capacità motorie. Ciò si ottiene grazie alle reazioni di bloccaggio: si blocca un’articolazione e, per reazione a catena, tutte le altre vengono inabilitate al movimento. E’ chiaro che un combattimento avviene nelle modalità più imprevedibili: calci, pugni, proiezioni e l’uso, in contesti non regolamentati come la strada, di armi improprie. Il Qin Na non si vede, finchè non appare. E lo fa come un fulmine a ciel sereno, innestandosi con le leve, ma realizzandosi, comunque, attraverso qualunque altra tecnica. Per far sì che l’avversario presti il proprio corpo al bloccaggio della leva è necessario metterlo nella condizione di offrirlo, attraverso percosse o altre tecniche utili a tal fine.

Il Qin Na funziona solo se la sua meccanica è perfettamente eseguita e nel combattimento libero esso deve essere innestato su un corpo (di una persona ostile) in movimento. Questo, come tale, comporta un continuo mutamento delle condizioni sistemiche sulle quali la leva o la chiave devono inserirsi. Per questo è necessario studiare dapprima la biomeccanica delle leve su persone collaborative, per poi passare ad un lavoro dove chi subisce si oppone all’esecuzuione tecnica: condizione questa imprescindibile per capire come gli innesti vadano adoperati per creare le basi di un Qin Na efficace.

La possibilità di realizzare un Qin Na in qualunque condizione di scontro lo rende un sistema molto versatile, ma anche uno strumento di forte crescita umana di chi lo pratica, perchè abitua la mente alla libertà ed alla capacità di adattamento nel combattimento come nella vita. Sarà il praticante, quindi a sviluppare il suo Qin Na; una volta compresa la meccanica della leva la saprà adoperare comunque e sarà quindi la tecnica ad essere cucita intorno all’Uomo: mai viceversa. Il Qin Na si avvale anche della digitopressione che viene

Qin Na

Qin Na

adoperata per rendere ancora più potenti le tecniche di leva e per aggravare la sensazione di terrore generata in chi la subisce. Alla base di ciò, c’è tutto l’enorme bagaglio tecnico che viene dalle Arti Energetiche terapeutiche, come il Tui Na e L’Agopuntura, con la differenza che, nel caso del Qin Na, i meridiani si attaccano e non si curano.

Arte interna (digitopressione), esterna (leve articolari), innesti per ogni distanza di combattimento: ecco la totalità del Qin Na. Un sistema che racconta molto di come siamo fatti e di come il corpo reagisce. Un’Arte invisibile, finchè non esplode.