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Il recupero attivo: dalla rigenerazione organica all’approfondimento tecnico.

Atleta  in recupero

Atleta in recupero

Il recupero è la fase dell’allenamento in cui si sospende il lavoro intrapreso, oppure se ne riduce l’intensità per un certo periodo di tempo, a favore del riposo e della rigenerazione organica. Il recupero è un momento di vera e propria ristrutturazione psicofisiologica, perchè consente all’organismo di recuperare forze per le successive fasi di lavoro (glicogenosintesi e processi supercompensativi). Inoltre, è la fase in cui l’atleta può distogliere la mente dal lavoro effettuato e allentare lo stress cognitivo ed emotivo ad esso legato. Relativamente ad una singolo allenamento, si può parlare di ristrutturazione parziale, se ci si riferisce al/ai recupero/i all’interno della singola seduta (per esempio, tra un circuito e l’altro); oppure di ristrutturazione totale, se si considera il recupero al termine della seduta. Con particolare attenzione al primo, mentre il corpo gode del momento del riposo e si rigenera dal punto di vista metabolico, i livelli di stress organico sono ancora elevati e proprio per questo gli “ancoraggi ” emotivi e cognitivi sono più forti rispetto ad una condizione di normalità. Dunque, la fase di recupero all’interno della seduta di allenamento rappresenta un momento prezioso per consolidare la tecnica. Eseguendola lentamente, si fissa in profondità dal punto di vista mnemonico, rendendola più radicata e disponibile all’atto di metterla in pratica in condizioni di stress. Inoltre, l’esecuzione a bassa intensità consente comunque il recupero energetico, mantenendo uno stato mentale attivo, che verrebbe con ogni probabilità a compromettersi se il recupero fosse effettuato stando fermi, seduti o sdraiati. Ecco, quindi, il significato del termine recupero attivo: una fase di riposo in cui si ottiene un risultato doppio, perchè ci si rigenera e contemporaneamente ci si prepara alla successiva fase di lavoro, ma anche perchè sfrutta il tempo di approfondimento della tecnica, che diviene più radicata e meglio compresa.

Allenamento. Funzionale a…

Core stability training

Core stability training

L’allenamento è un lavoro psicofisico che si esegue nell’arco di un periodo di tempo. E’ finalizzato allo sviluppo di particolari proprietà psicofisiologiche ed all’apprendimento di capacità tecniche, funzionali al raggiungimento di specifici obiettivi. L’allenamento è per sua natura funzionale, in quanto gli strumenti, la periodizzazione, il regime alimentare e le metodologie sono ciascuno volti a determinati risultati e, quindi, ad essi funzionali.
Oggi si parla spesso di allenamento funzionale, come ad indicare una specialità del fitness. In realtà, l’allenamento può essere solo funzionale, perchè segue un percorso ed arriva ad una meta, sia che si parli di una competizione sportiva, sia che si intenda un percorso di riequilibrio posturale. In tutti gli ambiti in cui si adoperi un allenamento funzionale, torna ad essere protagonista la totalità dell’essere umano, che riscopre il corpo nella sua funzionalità complessiva. Ogni gesto compiuto è la risultante di un concerto di movimenti, che nascono in ogni parte del corpo e che si manifesta, solo apparentemente, in una zona anatomica. A ciò concorre un adeguato atteggiamento posturale, che allineando in modo ottimale le varie strutture anatomo funzionali coinvolte nel movimento, generano una sinergia biomeccanica che permette l’espressione del gesto, con il massimo rendimento ed il minor dispendio di forza. Questa ottimizzazione energetica viene allenata sulla base dei meccanismi metabolici, che vengono stimolati in modo funzionale all’applicazione del gesto o della serie di gesti allenati. Poiché su ogni fase metabolica incidono fattori mentali, come ad esempio lo stress, occorre creare degli adattamenti psicofisiologici funzionali al gesto o alla serie di gesti da esprimere. Anche l’alimentazione scelta è funzionale agli adattamenti metabolici e ne sostiene attivamente il rendimento. Ecco, dunque, la meravigliosa complessità dell’allenamento funzionale, che si basa sull’uomo ed a lui adatta il gesto; non certo il contrario. Come un sarto, che adatta l’abito alla persona.
Ma “gesto” è un termine generico, non necessariamente sportivo; l’allenamento è funzionale sia ad una tecnica marziale, che ad un programma terapeutico di riabilitazione (per esempio, tornare a camminare dopo un intervento chirurgico); come anche ad un condizionamento emotivo alla competizione o alla conduzione energetica nel Qi Gong. Le preziose proprietà delle tecniche di potenziamento e conduzione energetica, tipiche delle discipline orientali e che oggi trovano ottimo appoggio nella biochimica occidentale, sono inoltre uno strumento che, a 360°, può fare la differenza in qualunque allenamento funzionale, perchè aumentano i livelli di propriocezione, autopercezione e consapevolezza psicofisiologica.
La circolarità dei flussi energetici ben si accorda, in maniera non casuale, con la struttura fondamentale dell’allenamento: il circuito. Sia nel macrociclo del periodo di lavoro, che nel microciclo della singola seduta di allenamento, il circuito risponde sempre alla legge dello yin e dello Yang: si alternano fasi ad alta e bassa intensità; apprendimento della meccanica del gesto e sua applicazione; concentrazione dell’energia interna ed espressione di essa sulla forza muscolare; svolgimenti e recuperi.

Plank

Plank

In tutte le sue forme l’allenamento non fa altro che sperimentare, “in provetta”, l’essere umano alle prese con le sue reali esigenze, sportive o di vita quotidiana. Se studierà una tecnica, allenerà la meccanica ad essa funzionale; se dovrà aumentare la sua resistenza alla sforzo, stimolerà i metabolismi funzionali propri dell’attività che genererà quello sforzo; se dovrà recuperare energie dopo un allenamento intenso, il recupero sarà funzionale allo sforzo profuso, rispetto agli effetti fisiologici che esso sortisce in quelle specifiche condizioni di lavoro.
Si stratta di studiare, a monte di tutto, l’uomo; come a dire: conoscersi per conoscere. E nella sua totalità, l’allenamento funzionale, con tutto il suo carico scientifico che viene dalla ricerca occidentale, riscopre l’immenso e profondo significato dell’uomo come parte del tutto e come tutto in se stesso, che ci è stato consegnato dalle millenarie culture orientali.